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Benvenuti nel mio Live Space!
 
Entrando in un blog la prima cosa che si osserva è l'atmosfera che lo racchiude, i pensieri scritti, i messaggi e gli argomenti trattati, e propio da queste cose si crede di intuire la personalità della persona a cui appartiene.
 
Le foto, e tutto il resto possono essere interessanti, ma non sono le prime cose che vengono guardate.

Entrando qui, crederete di cogliere tutti quegli aspetti che dovrebbero farvi intuire il tipo di persona che sono;
molti addirittura si aspetterebbero un blog pieno di immagini e colori, spazi glitterati, suoni (le femmine sono solite a creare certi tipi di spazi).
 
Nella realtà sono imprevedibile e non intendo cadere nello scontato, qui, anche se ammetto sarebbe più facile.
 
 

Si, farò la critica, ma non sempre sarò spietata ... 

 

Arte Musica e spettacolo saranno il mio lavoro, e propio da una riflessione sulla televisione parto;la televisione, vista però più in generale come mezzo di comunicazione di massa.

 

La televisione è il più importante mezzo di comunicazione di massa tra quelli che operano secondo il modello del broadcasting.

E’ il bene di comunicazione più usato e forse anche il più diffuso al mondo.

Nata intorno al 1940, per alcuni anni fu un mezzo che portava direttamente nelle case spettacoli concepiti originariamente per il cinema, il teatro, il varietà, la radio; in seguito creò e sviluppò generi e linguaggi propri con l’intento di soddisfare e divertire il pubblico; ultimamente però, con il pretesto, valido, di intrattenimento, tale mezzo di comunicazione di massa cerca di indurci in “tentazione” attraverso la persuasione.

Mentre una volta la pubblicità o meglio, gli spot ci venivano presentati in modo divertente e ricordandoli ora ci mancano, oggi i messaggi promozionali che in realtà non sono tanto promozionali, ma più finalizzati all’inganno, invadono lo schermo.

Se un telefilm dura un’ora, gli operatori televisivi lo fanno durare almeno due ore, aggiungendo gli stacchi pubblicitari.

La televisione, come ho potuto constatare, trattiene il pubblico, ma in un modo molto scorretto.

Ma non è tutto, la figura protagonista degli spettacoli televisivi, siano essi film, talk show, programmi satirici etc., è la donna; donna vista come fonte di sesso, sempre in atteggiamenti provocanti, pronta a muoversi da una parte all’altra dello schermo, ammiccante nel mostrare parti di sé che ognuno dovrebbe tenere nascoste. Non c’è più pudore!.

La televisione oggi è così, la carriera televisiva la si fa attraverso l’immagine, l’impatto che si ha sul pubblico, il numero di ascolti, non si va a pensare cosa veramente viene trasmesso. L’emittente non può più, o non riesce pìù a gestire certi messaggi.

Se prendiamo per esempio in considerazione i cartoni animati seguiti da un gran numero di bambini e ragazzi, cosa trasmettono?, qual è il messaggio che quel tipo di pubblico a cui sono destinati ricevono?; spesso hanno trame violente, per non dimenticare poi che certi cartoni (tra i più noti “I SIMPSON”) usano spesso “parolacce”. E i telefilm per gli adolescenti?, tutti con la stessa trama; i protagonisti o si ammazzano per gelosia o finiscono a letto. I telefilm per le famiglie?, ho notato che, ottimi sono i presupposti che si sono imposti i produttori, ma pessimi i risultati trasmessi; portano alla ribalta ciò che è giusto e non giusto fare (tipo non guidare in stato di ebbrezza), ma poi cadono nell’errore (in una puntata per esempio di “UN MEDICO IN FAMIGLIA”, uno dei protagonisti, oltre a guidare senza cintura, era pure ubriaco e si permetteva di bere il caffè mentre guidava per tenersi sveglio). Poi ci sono le “soap opera” tipo “CENTO VETRINE”, “VIVERE”, “BEAUTIFUL”, etc., che a parere di gente che le guarda, rimbecilliscono. E’ giusto persuadere, gratificare, allietare il telespettatore, ma non è proprio questo ciò che le soap fanno.

Non mi posso scordare i telegiornali; stesse notizie, ma versioni diverse, a chi credere?, non dovrebbe esistere un’organizzazione?, non voglio di certo mettere in discussione lo newsmaking delle varie redazioni, non sta di certo a me insegnar loro i criteri di notiziabilità, ma sta a me, come fruitore del loro servizio, giudicare l’attendibilità o meno.

Infine non mi posso dimenticare dei “reality show”, un branco di attori o finti nuovi volti sotto i riflettori ventiquattro ore su ventiquattro; cosa ci trasmettono?, insegnamenti di sicuro nessuno, ci danno l’idea che più si è imbranati, ipocriti, falsi, doppiogiochisti, più si fa strada. Il cervello non conta, basta avere due gambe, due tette ed una minigonna, e dal nulla si è famosi. (E poi ci si lamenta se le ragazzine vogliono andare a fare le Veline)

Ma questa è veramente la tv, quel mezzo che nelle case regna sovrana tra tutti i mezzi di comunicazione di massa?, è così che doveva diventare quando è stata pensata?.

La televisione ha abbandonato con gli anni gran parte dei principi, degli scopi, per cui era stata creata.

Oggi la tv è moda, basta guardare infatti tutto ciò che ci circonda: niente che non si sia visto sullo schermo. Non sto parlando solo degli oggetti, ma di acconciature (come dimenticare la “Grande Sorella” Katia Pedrotti con la sua frangetta bionda?, era scoppiato un vero e proprio boom su quel taglio), stili di vita (il magro è bello, il grasso no).

Insomma tutto ciò che passa per la televisione assume un’importanza sbalorditiva.

Credo che ormai, ovviare a tali svantaggi sia inutile o meglio impossibile, io stessa non seguirei più la televisione se non fosse così; già il fatto che ora molti programmi non usano più vallette scheletriche mi fa un certo effetto, essendo stata abituata ad altro, e non nego che nonostante queste ragazze non siano brutte, non mi piacciono.

Non si può cambiare la televisione, è troppo tardi al massimo possiamo tentare di migliorarla introducendo programmi istruttivi e togliendone altri, ma lo spettatore ormai abituato a certi intrattenimenti andrà sempre alla ricerca di quel programma insignificante, poco istruttivo, che riempie la testa di sciocchezze. Programmi leggeri li considera qualcuno, tv spazzatura chi la studia. L’uomo sarà sempre attirato dai programmi in cui ci sono le show girl e le soubrette poco vestite, la donna continuerà a guardare i programmi strappalacrime, le rubriche sentimentali e a seguire i programmi culinari.

Lo spettatore, nonostante sia a conoscenza degli effetti nocivi, non cambia, e neppure chi lavora per i mass media sono disposti a tanto.

Alla fine tutti, sia produttori, che spettatori, si rifanno allo stesso principio: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace; e ciò che piace non sempre fa bene.

Bisogna tener conto poi dell’immagine dell’Italia che diamo all’estero. Sicuramente vista dal di fuori la vita che noi mostriamo è nello stile “mulino bianco”: casa perfetta, pavimenti lucidi, la mamma che prepara la colazione in minigonna e tacchi, la tavola imbandita di prima mattina; insomma tutti possiamo capire per esperienza che non è cosi. Al mattino tutti sono di fretta per andare o a scuola o al lavoro.

Ma allora perché mostriamo questo?.

Il nostro non è un paese dei balocchi, tutt’altro; e lo possiamo vedere leggendo i giornali o interpretando quel poco di verità che i telegiornali raccontano.

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